Un Grifone stanco

Il giorno dopo Cagliari-Genoa ci svegliamo con una sola certezza.

Trentacinque goal incassati nel girone d’andata, e non è ancora finita.

Ne avevo già parlato prima di Natale, quando chiedevo a Juric (e a Prandelli in un secondo momento) di provare a tessere una difesa a quattro: non mi sembrava così impossibile, ma alcuni infortuni e qualche squalifica avevano rimandato quella che sembrava essere l’unica mossa responsabile per irrigidire un reparto impotente.

Dei giocatori molto buoni, come Biraschi, Criscito, Romero e il portierino (che ha salvato il Genoa da un punteggio anche più impietoso) non bastano più per impedire agli attaccanti avversari di penetrare meglio di Rocco Siffredi in una delle sue scene d’azione.

Il centrocampo soffre di stanchezza e apatia: Sandro dorme; Lazovic corre troppo e male per obbligo di rientro e di libera uscita quando spinge e non è raro che finisca le partite con i crampi; Bessa è in una fase a corrente alternata, con sprazzi di gioco irresistibile e sparizioni magiche degne del mago Oronzo di Raul Cremona; Veloso non si sa cosa voglia fare da grande; Hiljemark quest’anno è un oggetto misterioso, su di lui indaga il CICAP. Per non parlare di Pereira che penso i portoghesi non rivorranno nemmeno a fine prestito.

Ce lo lasciano gratis.

L’attacco stava bene, poi Prandelli ha deciso di togliere dalle palle Kouamè, l’unico veloce e pericoloso del Genoa fino a ieri. Che mossa favolosa, l’avesse fatta Juric sarebbero intervenuti in seimila sotto casa sua pronti ad aizzargli i cani. Invece, visto che Piatek stava tornando a brillare grazie anche al supporto dell’Ivoriano, il nostro allenatore ha pensato che pum-pum potesse cavarsela da solo.

A bocce ferme

D’altronde Prandelli non poteva certo essere un genio.

Ha dovuto constatare (dopo il goal) che serviva un uomo in più davanti, anziché sei a centrocampo. Quindi per non sbagliare ne ha messi tre davanti: ma sì, abbundandis sic adbundandum! (cit).

La partita è praticamente finita dopo che ha fatto il suo ingresso un Favilli pesantissimo e ancora in ritardo di forma.

Dice il Pranda: “Mi sembra che però, anche con meno punte, siamo andati bene e creato occasioni: forse anche di più rispetto a quando abbiamo giocato con tre attaccanti. Ah, se ne è accorto anche lui.

Sì, è andato bene il Genoa per tredici minuti, fino a che Piatek ha fallito la palla dello 0-1: poi si è afflosciato. Non si è più visto il gioco fluido e organizzato che mi aveva ispirato nei primi minuti, che ricordava il movimento inesorabile e matematico delle onde sulla battigia.

Nei primi minuti ho pensato, “beh, è fatta: il meccanismo è entrato nella testa dei giocatori, guarda come la passano bene, che schemi: semplici ma ben eseguiti”.

E invece dopo il primo quarto d’ora si è visto poco. Soprattutto non si è più vista la velocità, nemmeno nel mortificato Kouamè – che aveva trascinato l’attacco rossoblù sotto le bombe della gestione Juric.

Cosa dire, allora?

Rinnoviamo l’invito

Ora inizierà il mercato di Gennaio, dove il Genoa ha già mosso i primi passi prendendo il portiere definitivo (sono ironico) e che speriamo prosegua sulla linea di rinforzo dei reparti difensivi e d’attacco.

Magari con un innestino anche in mezzo, in maniera da far fare più riposini a Sandro e Veloso.

Ma in ogni caso non posso non rinnovare l’invito al nostro Mister (che umanamente mi sta proprio simpatico, ma evidentemente non mi legge, quindi un po’ sulle palle mi sta) di provare la fottuta difesa a quattro.

Sarò trito come un polpettone di carne, ma davvero non mi pare logico continuare a incassare più della Conad sotto le feste, anche perché se fossero palanche faremmo la gioia del Presidente, ma son pugni nello stomaco e non fanno bene, soprattutto dopo i cenoni.

Ad maiora.

 

 

Photo Credits: Genoa CFC Tanopress