Jannik Sinner: “L’amore giusto non distrae, i migliori tennisti hanno tutti famiglia”

Jannik Sinner, il primo italiano della storia a raggiungere la vetta del ranking ATP, si racconta in un’intervista esclusiva. Il campione parla delle emozioni vissute dopo la vittoria, del desiderio di affrontare alcuni miti del tennis e della sua ricerca dell’equilibrio tra carriera e vita privata.

La semifinale a Indian Wells

Questa sera, 16 marzo, Sinner scenderà in campo per la semifinale del torneo Masters 1000 di Indian Wells contro Carlos Alcaraz. Il vincitore avrà la certezza di salire al secondo posto della classifica mondiale. Un traguardo straordinario per il giovane altoatesino, che continua a scrivere la storia del tennis italiano.

Un trofeo speciale, un momento indimenticabile

Nella sua suite non c’è traccia di “Norm”, il trofeo degli Australian Open che porta il nome di Norman Brookes. Al suo posto, un grande vassoio colmo di frutta esotica, disposta con geometria quasi perfetta. Sinner è l’unico italiano ad aver sollevato quel trofeo, e l’impresa compiuta in finale contro Daniil Medvedev rimarrà scolpita nella memoria di tutti gli appassionati. Dopo due set persi 6-3, è riuscito a ribaltare la situazione e conquistare il titolo, dimostrando una tenacia fuori dal comune.

Riservato, ma determinato

Nel corso dell’intervista, Sinner appare riservato quando si parla della sua vita privata. “Mi piace parlare di tennis e di sport in generale, ma voglio proteggere le persone a me care, tenendole fuori da tutto questo. È un mio dovere, perché mi hanno aiutato molto a diventare la persona che sono oggi.”

Alla domanda se questa scelta derivi da timidezza, risponde con fermezza: “No, potrei anche parlarne, ma le persone che mi sono vicine la pensano esattamente come me. Con loro basta uno sguardo per capirci.”

Le interviste e la ricerca della sincerità

Quando gli viene chiesto se ci sia una domanda che non gli è mai stata posta ma che gli piacerebbe ricevere, Sinner sorride: “Non c’è. Quando fai molte interviste, le domande sono sempre le stesse e devi dare sempre le stesse risposte.”

E se provasse a cambiare le risposte? “No, cerco sempre di essere onesto. Dire qualcosa di non vero sarebbe come mettermi nei guai. Preferisco andare dritto al punto, senza giri di parole.”

“Uno dei giocatori da battere”

Sinner è consapevole della sua posizione di rilievo nel circuito, ma mantiene un atteggiamento umile: “Essere ‘quello da battere’ è un’espressione forte. Al momento sono numero quattro al mondo, ma so che devo continuare a lavorare. Ormai gli avversari mi conoscono bene, sanno quali sono i miei punti deboli. Sono uno dei giocatori da battere, ma la strada è ancora lunga.”

Le debolezze e la crescita costante

Nicola Pietrangeli ha dichiarato di non vedere debolezze nel gioco di Sinner, ma il tennista non è d’accordo: “Ne ho, sicuramente. Posso migliorare nella gestione dei momenti difficili. Sto giocando bene, ma arriveranno momenti più complicati e devo essere pronto ad affrontarli.”

Nel tennis, si dice spesso che ogni giocatore abbia due avversari: quello dall’altra parte della rete e sé stesso. Quale dei due teme di più? “È vero, possiamo essere il nostro peggior nemico, ma anche il nostro miglior alleato. Alla fine, l’unico vero controllo che abbiamo è su noi stessi. Non possiamo controllare il vento, il sole o il gioco dell’avversario. Per come sono fatto io, temo più l’avversario.”

Il bisogno di controllo

E nella vita? È un perfezionista o sa lasciarsi andare al caso? “Voglio controllare solo ciò che influisce sul mio lavoro. Evito tutto ciò che potrebbe compromettere il mio allenamento del giorno successivo. Ma se voglio andare allo zoo, ci vado. Sono un ragazzo normale, fuori dal campo.”