Il Grifone ferito

Il Genoa di quest’anno è una squadra giovane e acerba. Allestita bene, con giovani calciatori di talento che si impegnano fino in fondo.

Corre come un matto il giovane talento Kouamè, difende la porta col coltello tra i denti il campioncino Romero, mentre in attacco fino a poche settimane fa Piatek lo voleva persino il Barcellona. Radu sta venendo fuori, dimostrando agilità, ottimi riflessi e gran personalità.

Ballardini aveva iniziato a disegnare un gioco abbastanza prevedibile, che Juric ha in poco tempo trasformato in aggressivo e veloce.

A me piace, questo Grifone ferito. Mi piace l’atteggiamento di chi lotta e non rinuncia mai, chi cerca la vittoria e regala sogni, che tante volte sono meglio di realtà grigie, o bianconere.

Vorreste essere tifosi della Juve? Io non vi immagino mugugnare per il 34° scudetto conquistato sul campo, mentre la dirigenza simpatizzava con gli arbitri. Non vi immagino nemmeno mentre perdete sette finali di coppa dei campioni: a quest’ora Preziosi sarebbe inchiodato sotto la Lanterna, dico bene?

Perché è davvero brutto perdere malissimo e alcuni sono maestri in questo gioco. Meglio sognare che perdere malissimo.

Noi siamo tifosi del Genoa, cazzo. Amiamo il calcio da prima che la Juve iniziasse a rubare. Continuiamo a pensare alla nostra squadra, che ha davvero ottimi players. La sosta ci aiuterà a ricaricare le pile e aggredire con furore nel derby.

E per quanto riguarda Enrico Preziosi, non avrebbe cercato di migliorare la squadra cambiandone la guida tecnica, se non ne avesse a cuore le sorti.

Per tanti anni Preziosi ha sofferto con la squadra, investendo diversi capitali per riportarla in prima linea e riuscendoci, dopo anni di difficoltà. Ultimamente molti tifosi si sono schierati contro di lui, prendendolo di mira con cori e striscioni offensivi. Mi domando, forse erano gli stessi che con uno striscione (meno benzina, più giocattoli) gli chiedevano di “non mollare mai” qualche anno fa?

Nelle scorse ore la Lega Serie A ha manifestato solidarietà al presidente Preziosi, aggiungendo:

“[…] l’inaccettabile striscione esposto contro il presidente del Genoa Enrico Preziosi non ha nulla a che fare con la cultura sportiva di un paese civile”.

Ha ragione la Lega Calcio.

Preziosi ha espresso tutta la sua amarezza sull’episodio:

“La Digos sta indagando. Spero di avere presto delle risposte, più che altro per capire e far sì che questo malcostume cessi. Non per fare vittimismi. E’ solo che certi eccessi sfiorano la vergogna. Davanti ad atti discriminatori, razzismo, striscioni con offese personali, è giusto interrompere il gioco sino alla loro rimozione. A volte sembra che lo stadio sia una zona franca in cui venga tollerato un po’ tutto, è un fenomeno che dura da troppi decenni. Occorrerebbe il coraggio di dire basta. Al di là che il 100% della tifoseria possa contestare il mio operato, so che non è nei sentimenti dei genoani condividere striscioni che augurino la morte od offendano me e la mia famiglia. Più che combattere e denunciare non posso fare”.

Tutti noi amiamo il Genoa e vogliamo il meglio per la squadra, ma una cosa è assolutamente certa: non possiamo prendercela con nessuno. Siamo usciti da un ciclo di ferro in cui abbiamo ceduto alla fine solo per stanchezza, lottando alla pari con Juve, Milan e Napoli (partita che andava sospesa definitivamente per campo impraticabile, si è giocato solo sulla destra).

Possiamo solo coccolare il Grifone ferito, nella certezza che riprenderà ad essere rampante in breve tempo. Torniamo ad amare la nostra squadra e dimentichiamoci di odiare, perché non faremmo altro che creare negatività intorno ai ragazzi, che ce la stanno mettendo davvero tutta per dimostrare di essere dei campioni.

 

 

 

Photo Credits: Genoa CFC – Tanopress