La memoria mi ha sempre aiutato.

A scuola, sino al liceo, mi ha evitato di studiare, mi bastava quello che apprendevo in classe durante le lezioni. Nella vita e nella professione mi è servita tante volte. E una volta mi ha pure salvato.

Era il 1977. Il direttore del ” Guerin Sportivo” Italo Cucci mi aveva mandato a Viareggio a fare una tavola rotonda sul calcio in vista dell’inizio del campionato. Era agosto, erano tutti al mare. Vado nello stabilimento balneare alla moda di Viareggio e metto insieme cinque esperti: l’ex CT Ferruccio Valcareggi, il capitano dell’Inter Giacinto Facchetti. Gli altri tre mi sembra che fossero Chiarugi, De Sisti e non ricordo più chi.
Faccio le domande, annoto le risposte. Poi vado a fare il bagno anch’io. 

Il giornale mi aveva prenotato al Principe di Piemonte. Albergo di lusso, ma ormai lasciato andare. Tant’è vero che alle finestre delle camere non c’erano le zanzariere. Non so adesso, ma allora la Versilia era infestata da questi insetti che ora fanno impazzire chi è andato in Honduras, all’Isola dei famosi. Una notte d’inferno, senza chiudere un occhio. Non vedevo l’ora che venisse mattina per prendere il primo treno per Genova.

Ricordo che era domenica, nel pomeriggio avrei dovuto mandare tutto a Bologna, tramite la telestampa. In treno, tanto per portarmi avanti con il lavoro, tiro fuori dalla valigia il quaderno e mi metto a leggere gli appunti. Nello scompartimento, ero solo, quindi potevo starmene in santa pace.

Però ero stanco morto e mi sono addormentato.

Mi sveglio quasi di soprassalto quando sento l’altoparlante che dice: “Brignole, stazione di Genova Brignole…”
Prendo la valigia e scendo di corsa, prima che il treno riparta. Vado a casa e mi preparo per lavorare. Apro la valigia e mi accorgo che il quaderno non c’è, l’avevo lasciato sul treno.

Mica potevo dire a Cucci che avevo perso tutto.

Mi metto all’Olivetti cercando di ricordare cosa mi era stato detto a Viareggio e cosa avevo letto in treno. Riempii non so quante cartelle. Non arrivò alcuna smentita. Segno che la memoria aveva funzionato.