Tra massaggi e confessioni

Ed eccoci qua, con una persona che ha avuto la fortuna di lavorare per il Genoa più forte che noi, dal dopoguerra in poi, abbiamo visto giocare in campo!
Valerio Caroli, per me che sono una addetta ai lavori non hai bisogno di presentazione, ma tu presentati, per chi non ti conosce. Io so che ti ha voluto nello staff Capozzucca, che ti portò da Terni. Racconta!
Ero alla Ternana da 7 anni quando un giorno il Direttore Sportivo Stefano Capozucca mi propose all’inizio, e impose poi (visto il forte legame tra noi due) di seguirlo al Genoa, che era appena stato acquistato dal Presidente Preziosi. Ho visto in questa possibilità un’occasione di crescita, viste le grandi ambizioni del club.
Racconta il tuo Genoa, chi hai visto passare negli anni in cui sei stato rossoblù?

Appena sono arrivato c’erano delle condizioni di difficoltà in quanto il desiderio di vincere il campionato in B era altissimo e contemporaneamente c’era la necessità di allestire un club innovativo e competitivo. Devo ammettere che i grandi sforzi economici del Presidente e la grande competenza dei suoi collaboratori hanno reso molto veloce questa crescita.

Valerio Caroli, Staff Fisioterapisti Genoa 2004-2012

Che cosa vuol dire per te aver fatto parte di un team che rappresenta il Genoa?
Ricordo il Genoa come un Club molto passionale e sentimentale. In quel periodo ogni dipendente, o collaboratore, veniva fatto sentire importante per farlo rendere al meglio. Si puntava molto sul senso di appartenenza, sulla complicità.
Gli allenatori con i quali hai lavorato: raccontaci  qualcosa di ciascuno.
In 8 anni di militanza nel Genoa ho lavorato con diversi allenatori:
Serse Cosmi; personaggio di una cultura e simpatia devastante. Gli piace nascondersi dietro un immagine burbera ma ha un valore decisamente superiore.

Vavassori; uomo determinato e di poche parole. Abbiamo vinto un campionato insieme. Sorrideva con il cuore ma mai con il viso.

Gasperini; un genio del calcio. Vede tutto prima degli altri. Mister molto severo e di grandi pretese. Se lo ascolti e lo segui impari ad amare questo sport.

Valerio con Mister Gasperini

Malesani; un uomo di una forza positiva incredibile. Brillante e pieno di idee. Ha sempre una parola bella e di conforto per tutti. È una di quelle persone che fa bene al calcio.

De Canio; mister molto serio ed attento. Se non avesse fatto l’allenatore era un Generale dell’esercito. Esige grande rispetto e sa tenere a bada molto bene i gruppi di lavoro.

Ballardini; ha un cuore più grande di lui. Sa farsi voler bene da tutti pur parlando poco. Quando uno spogliatoio è in crisi lui sa mettere calma ed ordine.

Guidolinè stato poco con noi, ma si vedeva che aveva le idee chiare su come gestire il nostro ambiente, aveva le nostre stesse ambizioni.

Perotti; persona molto per bene, con idee più manageriali che da spogliatoio. Grande leader.

Marino; uno molto comunicativo con lo sguardo, ma che purtroppo ha trovato un ambiente in forte difficoltà, che non lo ha aiutato. Sicuramente la sua carriera dimostra le sue grandi abilità professionali.

Il tuo “ufficio” è lo spogliatoio, dove sono racchiusi  i segreti di una squadra di calcio. Ma ora ti chiedo di svelare qualche piccolo segreto!
Il calciatore che ti è rimasto impresso per essere più:

Valerio Caroli, ora nello Staff Massofisioterapisti della Lazio

Pigro: Figueroa

Simpatici: Borriello e Toni

Poco socievole: Suazo

Pazzerello: Sculli

Serio: Milanetto e Moretti

Instancabile lavoratore: Ferrari e Milito

IncostanteThiago Motta

Costante: M.Rossi

Andava via per ultimo: Diego Milito

Andava via per primo: Rafinha

Un aneddoto che ti è rimasto impresso e che vuoi raccontare ai lettori di Forza Genoa.
Di aneddoti ce ne sono tanti in 8 anni di spogliatoio Genoano, alcuni anche riservati. Uno che ricordo con piacere era con Diego Milito che prima della partita mi diceva sempre: “Vale, mi fai la fascia del gol?”. Allora gli fasciavo le caviglie, ma prima doveva fare questa affermazione come rito scaramantico…in effetti funzionava!!!
Racconta quella emozione che si prova quando si varca il tunnel che dagli spogliatoi arriva al campo, un campo che ricorda gli stadi inglesi.
L’ingresso in campo al Ferraris è sempre un’emozione nuova. La cassa di risonanza che crea lo stadio, la passione del tifo: impossibile attraversare il campo per andare in panchina senza fissare la Gradinata Nord.
E l’avventura Europea ? Cosa ti è rimasto più impresso?
Giocare l’Europa League è un traguardo a cui la società ambiva molto e ci siamo riusciti. È sempre bello aiutare un Club salendo di livello e poter raccontare nel tempo di averne fatto parte.
Beh è inevitabile che io ti chieda di parlarmi di Diego Milito, visto che hai avuto la fortuna di lavorare con lui.
Con Diego Milito avevamo un rapporto molto intenso, un legame molto sincero e di grande complicità. Lui era un ragazzo molto umile ma pieno di ambizione e spirito di sacrificio. Disponibile e volenteroso. Con lui potevo parlare di tutto, era sempre pronto ad ascoltare o ad insegnare. Mai permaloso, accettava anche le battute sul suo modo di vestire (pessimo).

Valerio con Diego Milito

So che sei particolarmente affezionato a Diego, cosa ti ha colpito maggiormente ?
Quando penso a Diego vedo il Campione in campo e l’amico sdraiato sul mio lettino di fisioterapia che mi raccontava della sua splendida famiglia o faceva i conti delle bollette da pagare (ahahahahahah)!
Cosa vuoi dire ai lettori di ForzaGenoa.com?
Dico ai lettori di Forza Genoa, che vivono in una città meravigliosa e che tifano per un club ricco di storia, una storia che devono continuare a scrivere perché è come vivere in una bellissima favola!!!
Valerio, io ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a me ed alla mia rubrica e per finire non ti faccio una domanda, ma ti svelo un segreto: tu ed il Genoa di quei tempi, siete rimasti dentro il mio cuore.
Grazie Valerio, e Forza Genoa (e forza Lazio, ovviamente!)
Grazie a voi!
Un mega abbraccio.
Intervista di Susanna Grenzing