“Susyspia” dal San Paolo!

Diamo il buongiorno a Carlo Tarallo, giornalista che scrive di politica (La Verità) e di piccanti retroscena del mondo napoletano e non (Dagospia), con la rubrica Napolispia – Curva personale di Carlo Tarallo. Noi invece oggi lo faremo parlare in veste di tifoso del Napoli e di grande appassionato di calcio!

Parliamo un po’ di questo Napoli, Carlo! Napoli sulle ali dell’entusiasmo dopo l’ottima prova di Champions League col Paris Saint Germain?

Abbiamo assistito a due gare di straordinaria intensità, al San Paolo, contro il Liverpool e il PSG, due squadre considerate tra le probabili vincenti della Champions: se aggiungi la trasferta a Parigi, il Napoli ha affrontato il girone più difficile di tutta la competizione con il piglio della grande squadra, dimostrando organizzazione di gioco, compattezza, sicurezza nei propri mezzi. Ovvio che queste prestazioni diano fiducia, ma il campionato è un’altra cosa. Bisogna giocarselo partita per partita, la Juventus quest’anno è ancora più forte di quella dello scorso campionato.

Girone Champions di ferro, ma qualificazione alla portata: Napoli più forte dell’anno scorso?

Il Napoli, a mio avviso, è più forte di quello dello scorso anno. Ha un’arma in più micidiale: Ancelotti cambia strategia e formazione di continuo. Gli avversari non sono in condizione di preparare le partite essendo sicuri di come giocheremo. Gli innesti di Ruiz, Malcuit e Verdi hanno rinforzato la rosa; anche i portieri, Ospina, Karnezis e Meret garantiscono sicurezza.

Ancelotti quindi è il valore aggiunto di questo Napoli?

Non c’è dubbio. Ancelotti ha conquistato la squadra e la città. Siamo di fronte a un gigante della panchina, vederlo allenare il Napoli è, se mi passi il termine, una goduria. Cambia di continuo modulo e formazione; anche nel corso della partita è sempre pronto a fare la mossa giusta. Un uomo di spessore, che infonde tranquillità e fiducia in un ambiente sempre molto “caldo”.

Carlo Tarallo, giornalista. Laureato in filosofia e appassionato di politica e del Napoli, sua squadra del cuore.

 

Da Sarri ad Ancelotti, com’è cambiato il Napoli?

E’ cambiato molto. Sarri faceva giocare gli azzurri in una maniera meravigliosa quanto ripetitiva, e quindi prevedibile. Ancelotti ha nel suo bagaglio una quantità praticamente infinita di soluzioni tattiche. Per quanto mi riguarda, non sono caduto nella trappola della contrapposizione tra i due, che pure a Napoli impazza. Per me Ancelotti, come del resto lui stesso ha sempre detto, ha preso il meglio degli insegnamenti di Sarri, ma ha aggiunto la sua imprevedibilità e alcuni accorgimenti che ci hanno consentito un ulteriore salto di qualità. Inoltre, Ancelotti presta moltissima attenzione alla Champions, trofeo che conosce bene e ha conquistato ben tre volte, mentre Sarri lo scorso anno rinunciò alla competizione europea per concentrarsi sul campionato.

Ancelotti, al contrario del suo predecessore, utilizza e motiva tutta la rosa. Turnover in vista per la partita di Genova?

Probabilmente ci saranno dei cambi, come è sempre accaduto. Credo che in attacco giocherà Milik dall’inizio, con Mertens pronto a subentrare, mentre a centrocampo è probabile che vedremo Zielinski titolare.

 

Esplosione di Insigne quest’anno, già 7 goal: è lui l’uomo più in forma da temere in questo momento?

Insigne sta vivendo la sua completa maturazione, Ancelotti lo ha spostato più vicino alla porta e sta dimostrando di essere devastante. Sta crescendo molto, non teme di mettersi la squadra sulle spalle. Essendo brevilineo, ha raggiunto subito la forma ottimale. E’ veloce, tecnico, rapido, e in questa nuova posizione deve sacrificarsi di meno in copertura, rispetto allo scorso anno, quando copriva tutta la fascia. Lorenzo Insigne è un talento purissimo, e ha ancora margini di miglioramento. Ancelotti lo completerà, anche dal punto di vista della convinzione nei propri mezzi.

Azzardiamo una probabile formazione?

Karnezis in porta; Mario Rui, Albiol, Kouilbaly e Malcuit in difesa; Ruiz, Allan, Zielinski e Callejon a centrocampo; Milik e Insigne in attacco. Tieni conto che azzeccare una formazione con Ancelotti in panchina è un’impresa vera.

Cosa mi dici sul Presidente De Laurentiis?

E’ il soffitto di cristallo del Napoli. Non ha la volontà né la possibilità di competere con i grandi gruppi che possiedono i top club Italiani ed Europei. Per lui il Napoli è solo business. Ha venduto sempre i calciatori più pregiati, da Cavani a Lavezzi a Higuain a Jorginho. Oltretutto, è un corpo estraneo alla città, e non fa nulla per rendersi simpatico alla tifoseria.

Ti mostro una foto, fai il tuo racconto!

Castellini in Napoli-Genoa del 1982

 

 

 

 

 

 

Ero al San Paolo, quel giorno di Maggio del 1982. Ricordo tutto perfettamente. I tifosi genoani non smettevano di incitare la loro squadra, noi simpatizzavamo per i rossoblu, che si stavano giocando la permanenza in A, con l’orecchio alla radiolina. La famosa “papera” del portiere azzurro (il leggendario “giaguaro” Luciano Castellini), non fu voluta, ma il frutto della deconcentrazione degli ultimi minuti. Faccenda pareggiò, il Genoa si salvò. Quel giorno è nato un gemellaggio fantastico, che dura ancora oggi, costellato di momenti incredibili, come la promozione in serie A del 2007, festeggiata insieme a Marassi. Una amicizia profonda, che si perpetua in ogni occasione. Le bandiere che sventolano insieme mi emozionano ogni volta.

Come vedi il Genoa quest’anno?

Lo vedo bene, ma devo essere sincero: non ho capito l’esonero di Ballardini avvenuto mentre la squadra andava alla grande. Ricordo che quando lessi la notizia contattai un collega, tifoso sfegatato del Genoa, che pensava che scherzassi. In questi giorni leggo che il tecnico potrebbe tornare. Onestamente non comprendo a volte le scelte del vostro presidente. Credo che sia uno di quelli che vogliono fare la formazione, ma non entro nel merito, non conosco bene le vicende interne e non vorrei dire cose inesatte.

Grazie, amico del Napoli, Forza Genoa e Forza Napoli!

Sempre!

 

 

Intervista di Susanna Grenzing

Photo Credits: Dagospia