Parabola discendente

Incredibile ma vero, sono bastate poche gare per rendere la posizione del tecnico Croato già pericolante.

I tifosi hanno già vissuto questi momenti, ma sembrava che questa volta la squadra avesse trovato convinzione e compattezza.

Un gioco degno di questo nome ancora lo dovevamo vedere, però si stava via via formando, come un tenero feto.

Per lo meno la condizione fisica aiutava i giocatori a reggere bene la partita, cercando con energia di solcare le fasce in cerca di azioni vincenti.

Forse è proprio questa energia che è venuta meno nell’ultima partita con l’Inter.

Preparazione insufficiente

Coi nerazzurri il Genoa è crollato, i giocatori migliori non avevano più gambe e anche chi aveva riposato (vedi Sandro) era visibilmente stanco e nervoso.

Probabilmente un pareggio col Milan sarebbe stato più meritato: avrebbe aiutato mentalmente a reggere meglio la difficoltà di un tour de force ravvicinato con le squadre più strutturate del campionato.

Purtroppo nemmeno la fortuna ha aiutato la squadra e dopo il pareggio in casa con l’Udinese e la partita persa immeritatamente col Milan, i ragazzi hanno perso fiducia ed è subentrata la stanchezza.

Premeditazione

C’è chi sospetta che Juric sia stato solo una vittima sacrificale della dirigenza.

In realtà si pensava già di inserire Nicola nello staff, ma viste le gare in arrivo nel dopo-Balla, magari si sarebbe bruciato subito.

Quindi si è optato per il sacrificio di Juric, che per tale logica sarebbe stato premeditato, in modo da avere più consenso nell’eventuale necessità di un rientro di Ballardini o nella scelta di un tecnico diverso.

Paradosso Juric

Paradossalmente, un calciatore come Piatek, che con Ballardini era esploso ed era richiesto da mezzo mondo, con Juric è scomparso e pare vagare per il campo senza un’idea precisa di cosa significhi essere un bomber.

Sembra che il tecnico e il fuciliere non siano in sintonia, l’esclusione nell’ultima gara (giustificata come sosta per rifiatare) lo conferma.

Possibile che il Genoa potesse fare a meno di Piatek per tentare di pareggiare (almeno) con l’Inter?

La risposta è immediata, no.

La sfortuna di Juric, bisogna dirlo, è l’assenza di rinforzi. Unita alle tante defezioni per infortunio delle ultime settimane, queste concause hanno pesato parecchio sulla stanchezza dei soliti.

Se però ci metti anche del tuo, allora te la vai a cercare.

Possibili scenari

La prossima partita col Napoli si apre a due possibili configurazioni: base o full-optional.

La configurazione base prevede che il Genoa raccolga un risultato positivo e Preziosi decida di tenersi Juric ancora per un po’, sperando che Piatek ritorni a segnare per non perdere il valore che ha accumulato.

La seconda configurazione, full-optional, prevede che a fine partita Radu riempia un altro sacco di palloni dopo averli raccolti in fondo alla rete e Preziosi decida così di allontanare Juric.

La sosta-nazionale favorirebbe questa soluzione: l’inserimento di un nuovo tecnico, che avrebbe qualche giorno in più per entrare in contatto con la squadra, potrebbe essere già tra gli argomenti discussi dalla dirigenza in queste ultime ore.

I papabili di Preziosi

Di Nicola abbiamo già parlato: era tra i nomi circolati subito dopo l’esonero di Ballardini.

Qualcuno che ha voglia di riempire pagine parla di Donadoni o Prandelli, ma nessuno di questi ha (giustamente) confermato contatti con la Presidenza.

Si potrebbe pensare che, visto lo zamparinismo che pervade ultimamente il nostro, si possa richiamare Ballardini: almeno il problema-Piatek potremmo accantonarlo.

Ci rimarrebbe il problema-gioco, il problema-rinforzi, il problema-preparazione, il problema-classifica, il problema-portiere.

Per adesso è tutto, ma teniamo le orecchie tese 🙂