Genoa mai in partita

Si inizia con un doppio knock-out dei nerazzurri, che spezza le gambe alla squadra del Grifone e la costringe ad un gioco stranamente guardingo e raramente offensivo.

Ci si sarebbe aspettati una reazione, ma i goal dell’Inter (un po’ di fortuna, un po’ per erroraccio di Lazovic che cicca un rinvio, lasciando che l’Inter arrivi al 2-0) tagliano le speranze del Genoa di poter fare una buona gara, come col Milan.

Invece dopo il ventesimo del primo tempo l’Inter si mette a giochicchiare, pronta ad accelerare quando vi sia l’occasione, addormentando la partita.

Il Genoa tenta di ripartire ma non riesce mai ad innescare la potente falcata di Kouamè, mentre Pandev pare distratto e non riesce mai ad essere pericoloso.

L’unica emozione arriva da Lazovic, che (forse per farsi perdonare) tenta di insaccare da lontano con un gran tiro dalla sinistra del limite dell’area, che sibila lontano dal palo destro di Handanovic.

Si chiude il primo tempo con il Genoa che nutre qualche recondita speranza di recupero, viste alcune folate offensive che fanno credere in una resurrezione.

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Secondo, tragico, tempo.

Nel secondo tempo il Grifo prende campo, ma i nerazzurri tengono bene e sono ancora loro a passare grazie ad un bolide di Gagliardini che insacca dopo una paratona di Radu sulla linea.

A questo punto si capisce che la squadra non c’è più.

Juric tenta il tutto per tutto inserendo Veloso, che prende per mano la squadra e tenta di portarla avanti. In quattro minuti il fantasista tocca settantadue palloni, ma non basta.

Il Genoa oggi non gira.

A parte Romero, sempre sul pezzo, in pochi sono quelli che riescono ad essere brillanti come nelle ultime tre gare.

Juric tenta la carta Piatek: incredibilmente il “fuciliere”, come l’abbiamo rinominato noi, sembra tranquillo: infatti si rende subito pericoloso con un bel colpo di testa, parato facilmente dal portierone nerazzurro.

Piatek e Veloso non riescono a cambiare ritmo alla squadra, che pare tramortita.

Anche Kouamè oggi non è implacabile come sempre.

Si arriva così al quattro a zero, con la squadra che già pensa alla doccia, e al 93°, un secondo prima che l’arbitro fischi, insacca anche Nainggolan, entrato da otto secondi.

Peccato perdere così.

Qualcuno parla già di Juric traballante, ma la cosa che più ci fa riflettere è vedere che Piatek sia stato bello brillante proprio oggi, nella partita dove la sua presenza non era per nulla determinante.

C’è da riflettere.