Perplessità e certezze

Leggo sull’autorevole “Secolo XIX”, a firma Valerio Arrichiello, che il Genoa vuole a tutti i costi lo scudetto della Stella, facendosi assegnare ” ex aequo” lo scudetto 1925 vinto dal Bologna.

Apprendo che Antonio Bettanini, per gli amici Tonino, ci sta lavorando da un anno e che il Genoa ha istituito un board di giuristi di fama che comprenderebbe Livia Pomodoro ( ex Tribunale di Milano) Guido Alpa, maestro del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Sergio Maria Carbone ,vicepresidente nel Genoa di Aldo Spinelli.

Mi meraviglio che Bettanini non ricordi che proprio un suo compagno di partito (Psi), l’ex sindaco Fulvio Cerofolini, aveva portato la questione in parlamento e che l’allora ministro dello sport Franco Carraro l’aveva convinto a non discuterne a Montecitorio perché avrebbe dovuto respingere la richiesta.

Era stato proprio Cerofolini, che era anche il presidente onorario del Genoa Club Stagliano, a rivelarmi qual’era stata la spiegazione tecnica di Carraro : l’assegnazione dello scudetto, sia pure “ex aequo” non era possibile perché quel Genoa- Bologna giocato a Milano a porte chiuse non era una finale. Era solo uno spareggio per designare il vincitore del girone Lega Nord. Per il titolo, il vincitore avrebbe dovuto sfidare l’Alba di Roma che aveva dominato il girone di Lega Sud. E il Bologna, prima di diventare campione d’Italia, aveva vinto entrambi gli incontri: 4-0 a Bologna e 2-0 a Roma.

Come poteva dunque essere assegnato lo scudetto al Genoa ?

Se i grandi giuristi ci riusciranno, tanto di cappello. Ma mi meraviglio che nessun giornale abbia intervistato il dottor Carraro, che è stato presidente della Lega, della Federcalcio e del Coni e che come ministro non aveva potuto accogliere la richiesta dell’onorevole Cerofolini.