Il punticino strappato dal Genoa contro il Sassuolo è sicuramente un mattoncino in più sulla strada per la salvezza.

Gli emiliani si sono dimostrati più forti tecnicamente, più solidi e con un’idea di gioco che in questo momento, per via dei continui cambiamenti, al Genoa manca.

La partita ci ha altresì detto che il Genoa è sicuramente superiore a 5 o 6 formazioni di A, quelle sotto in classifica per capirci, e dunque non dovrebbe avere problemi per la salvezza. Una consolazione.  Perchè la squadra all’ottavo posto per abbonamenti e tifosi allo stadio meriterebbe sicuramente altri palcoscenici: il Grifone in questo momento è lo specchio perfetto della Società, senza ambizioni,  con il solo obiettivo della sopravvivenza nella massima categoria.

LA SQUADRA

Sanabria nuovamente in goal, secondo sigillo in una partita e mezzo: ancora poco per giudicare il ragazzo, ma non si può negare che abbia delle notevoli qualità e che Preziosi sembra avere indovinato la “toppa” da apporre alla partenza di Piatek.

La cessione del polacco suscita ancora molta rabbia nei tifosi, anche perchè se andiamo ad analizzare il calciomercato di gennaio, il Genoa risulta l’unica squadra ad aver ceduto uno dei suoi gioielli. Ma bisogna andare avanti.

Sotto esame erano anche i due acquisti di centrocampo Radovanovic  e Lerager: io andrei cauto con i giudizi, non hanno svolto neanche un allenamento al Signorini in settimana, complice il mal tempo. Oltre al fatto che il 4-5-1 proposto da Mister Prandelli nel primo tempo non ha dato i suoi frutti, deve ancora essere assimilato. La squadra spesso era in difficoltà, specialmente sulla fascia sinistra, per questo si è ripiegati su uno scolastico 4-4-2.

Radovanovic ha dato l’impressione di poter dettare i tempi a centrocampo, ma allo stesso tempo di essere giocatore di sostanza.

Lerager ha svolto il compitino: ha tenuto la posizione cercando di accorciare, ma siamo sicuri che con qualche allenamento in più con la squadra, sarà sicuramente in grado di dare un contributo maggiore anche grazie ai suoi inserimenti in area avversaria.

IL MODULO 

C’è chi dice che il Genoa inizialmente abbia giocato con il 4-2-3-1, chi con il 4-5-1, chi con il 4-3-3: comunque la squadra fatica a produrre gioco e spesso deve scavalcare il centrocampo con lanci lunghi sperando sulla progressione di Kouamè o su una dormita della difesa avversaria.

I motivi principali di questo sono da ricercare intanto nella pochezza tecnica della squadra, ma ancora di più nel fatto che il Genoa deve trovare il suo gioco ed il suo modulo e non potrebbe essere altrimenti: Prandelli sta allenando molti giocatori nuovi, questi devono adattarsi ai nuovi schemi, è un pò come essere durante la preparazione estiva con la differenza che sei a metà Campionato e devi macinare punti.

La difesa fortunatamente regge bene: i pericoli corsi da Radu sono pochi.

PROSSIMO TURNO

Lunch match domenica prossima: Bologna-Genoa.

L’arrivo di Mihajlovic ha sicuramente fatto cambiare passo alla formazione felsinea che si è portata a casa i tre punti  a Milano con l’Inter.

Importantissimo non perdere la partita e confermare la solidità difensiva: Romero sarà squalificato, al suo posto dovrebbe essere spostato Biraschi e come terzino destro inserito Pedro Pereira. L’alternativa è fare giocare Gunter al centro e lasciare Biraschi terzino destro.

Sicuramente ci apprestiamo a vivere un’altra domenica cruciale: niente distrazioni  e tornare a Genova almeno con un punto. Un altro mattoncino per la salvezza.

 

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