Debutto di Cesare Prandelli

Inizia con un minuto di raccoglimento dedicato a Gigi Radice, ex giocatore e stimato allenatore, scomparso da poco.

Il Genoa riparte dalla voglia di nuovo riscatto di Prandelli, unita a quella dei Grifoni.

Prandelli decide di dare una chance al 3-5-2, modulo che personalmente non mi convince e pensavo sarebbe stato finalmente (e felicemente) accantonato.

Accordata la fiducia ai titolari di Juric, ovviamente con le esclusioni già note di Bessa e Rómulo: al loro posto Hiljemark e Sandro.

La partita

Partita noiosa per i primi 10′, dopodiché il fattaccio: espulso il capitano per un gioco pericoloso abbastanza leggero: un intervento in ritardo a gamba tesa sul petto di Schiattarella.

Incredibile. Di certo non c’era cattiveria, l’intervento era scomposto ma nulla di più. Davvero inspiegabile.

Genoa in nove, costretto a cambiare tattica. La sfortuna perseguita la squadra, non ci sono altre spiegazioni.

Il dramma prosegue al 15′, quando arriva puntuale il gol della Spal.

Colpo di testa di Petagna millimetrico, deviazione su calcio d’angolo.

Spal avanti 0-1.

Prandelli arretra Pereira e passa alla difesa a quattro.

Genoa che tenta di reagire con un paio di azioni pericolose, ma Piatek non riesce a deviare con forza.

Poi un tocco sospetto su Piatek al 35′, mentre sta per calciare in porta: rigore assegnato con sofferenza dall’arbitro.

Calcia Piatek, spiazza il portiere: 1-1.

Al 42′ grandissima doppia parata di Radu, che impedisce il raddoppio di Petagna.

Si ripete ancora al 44′ il portierone, opponendosi con tutto il corpo a un tiro maligno da lontano.

Veloso al 46′ ci prova con un tiro centrale, potente ma alto.

Al 48′ Radu compie un altro miracolo su colpo di testa da 2 metri di Petagna, deviando sulla traversa una palla indirizzata nel sacco.

Finisce il primo tempo con il Genoa che tiene faticosamente il risultato: qualche aggiustamento sarà necessario per garantire una buona difesa fino alla fine del match.

Nel secondo tempo Prandelli inserisce Gunter al posto di Pereira, spostando quattro stabili in difesa con Lazovic sulla sinistra.

Ma guarda un po’.

Il gioco resta prevalentemente nelle gambe della Spal, con il Grifo che si difende bene.

Al 58′ un bel contropiede di Kouame libera Piatek al tiro, ma purtroppo il destro finisce a lato sulla destra del portiere.

Al 65′ fuori Veloso per Esteban Rolon.

Occasione enorme al 71′ con il fuciliere che si divora un golasso: imbeccato da un rinvio di Radu, disturbato da Bonifazi schiaccia la sfera di sinistro invece di concludere, proprio a pochi metri alla porta. Parata facilmente.

Buona partita di Lazzari nella Spal, veloce e pericoloso. Molte azioni della squadra bianco-celeste di Semplici vengono dai suoi piedi.

Occasione enorme per Kouame all’ 84′: punta tutta la difesa e dal centro incrocia rasoterra a pochi metri dall’area: parata di Gomis che si distende sulla sua destra.

Peccato.

Al 90′ fallaccio di Bonifazi su Piatek, già ammonito: l’arbitro sorvola con gestualità interessante. Da rivedere.

Al 93′ la Spal sbaglia il colpo del KO, con un colpo di testa fuori di poco di Floccari, solo davanti a Radu.

Considerazioni

La squadra di Prandelli sembrerebbe meno veloce dell’era Juric-ter, ma più solida.

Il fatto che in dieci abbia potuto tenere bene il risultato, creando anche qualche occasione da gol con ragionati contropiede, va a vantaggio del sistema tattico con quattro uomini in difesa, schema che sostengo da tempi non sospetti.

Per la prossima partita mi auguro di vedere il Genoa in 11 con lo stesso schema: potremmo vederne delle belle.