Arbitraggio scandaloso

Diciamolo subito: L’ arbitraggio del Sign. Pasqua è stato ampiamente insufficiente.

L’espulsione di Criscito al dodicesimo minuto del primo tempo è stata alquanto discutibile, come minimo ha falsato la partita.

Cesare Prandelli, sulla panchina del Genoa solo da tre giorni, non ha avuto il tempo di dare un’impronta tattica alla squadra.

I giocatori non erano certo sereni dopo l’ennesimo cambio in panchina e la sconfitta in Coppa Italia contro la Virtus Entella.

Sicuramente, viste le premesse, quello di oggi è un punto guadagnato contro una diretta concorrente per la salvezza.

La partita

Genoa che scende in campo con un 3-5-2 subito da ridisegnare dopo l’ingiusta espulsione di Criscito.

Primo tempo di sofferenza per il Grifone che sbanda più volte, ma che riesce a raggiungere il pareggio grazie ad un sacrosanto rigore assegnato tramite Var (l’arbitro non vede).

Inizio ripresa invece molto più equilibrato, 4-4-1 con Kouamè arretrato sulla fascia e la sostituzione di uno spento Pedro Pereira a favore di Gunter per dare maggiore solidità alla difesa.

Spal mai pericolosa, che arriva al tiro solo da fuori, eccezion fatta per un colpo di testa di Floccari a tempo scaduto.

Genoa che difende in maniera ordinata e che riparte con un Kouamè imprendibile, vicino al goal del raddoppio, ma negato da un ottimo intervento di Gomis.

Resta l’amaro in bocca per un arbirtraggio che ci lascia allibiti.

Dapprima il Signor Pasqua lascia correre un intervento in area nei confronti di Sandro, poi non vede un rigore solare su Romero: fortunatamente la Var fa giustizia. Infine sorvola su un fallo di Bonifazi su Piatek che meriterebbe il secondo giallo e quindi l’espulsione.

Per non parlare dell’espulsione di Criscito.

Peccato, meritavamo un arbitro migliore.

Le note positive

Per quello che si è visto, con un arbitro più equilibrato, il Genoa avrebbe anche potuto portare la partita in porto.

Ulteriore conferma di Kouamè, ma oramai il ragazzo non è più una sorpresa.

Romero e Biraschi in difesa sono una sicurezza.

Piatek si conferma un cecchino, capocannoniere della Serie A con 11 reti.

Tutta la squadra si sacrifica, corre, non si arrende all’inferiorità numerica e lotta fino al novantesimo ed oltre.

Infine Mister Prandelli: legge la partita alla perfezione, non sbaglia nulla e dimostra tutta la sua bravura nella gestione delle varie fasi del match.

La partita di Coppa Italia poteva portarsi dietro degli strascichi, soprattutto a livello mentale.

Se poi ci mettiamo l’espulsione di Criscito subito dopo dieci minuti e l’immediato svantaggio, possiamo senza dubbio affermare che ci troviamo davanti ad un punto guadagnato.

Genoa, il cuore oltre l’ostacolo.

Bravi tutti.